mercoledì 4 giugno 2014

Forza

qualche anno fa avevo un bar...mi piaceva stare a contatto con la gente...mi piaceva parlare con i miei clienti ...che poi alla fine per me , ma penso anche io per loro , eravamo tutti  amici.
C'era quello chiuso che ti dava solo il buon giorno e il buona sera , c'era poi chi ti raccontava come aveva passato tutta la sua giornata, c'era chi ti raccontava della sua famiglia, c'era chi ti raccontava del suo lavoro, c'era chi scherzava e chi di politica e di calcio si arrabbiava. Ecco tutto questo a me piaceva.
Però in particolare mi ricordo di una signora , di cui mi sfugge il nome  ,  visto che ormai  son passati tanti anni o forse perche gli anni giocano un brutto scherzo sulla mia memoria .
Una mattina entrò per fare colazione , mai vista prima , aveva l'aria stanca e  ordinò a fatica , poi si sedette , mangio e inizio con me a parlare : veniva da careggi dopo aver fatto un ciclo di chemioterapia e mi racconto tutta la sua storia, anzi tutta la sua vita, si confidò come se io fossi un suo fratello , poi ad un certo punto si scusò e mi disse , ora parla te e raccontami della tua famiglia e se hai , dei tuoi  figli , perchè ho bisogno di sentire qualcosa che parli di vita !
Io le raccontai tutto di me , del mio passato burrascoso , ma anche del presente bello di mia figlia.
Mi disse grazie e dal quel giorno una volta la settimana veniva a fare colazione   e ci raccontavamo del più e del meno...e lei era contenta e io lo stesso.
Poi per ben 5 mesi non l'ho più vista , giuro che stavo quasi in pensiero...pensavo al peggio e ne ero molto dispiaciuto...con lei era nato un rapporto strano ...non la conoscevo ma mi trovavo bene a raccontare tutto quello che pensavo ...e lei con me...come se fossimo stati amici d'infanzia....che strana la vita.
Una mattina la vidi entrare e mi urlò  sorridente...ciao Stefano , scusa se non mi ero più fatta vedere ..sono passata apposta per dirti che potrei andare all'anagrafe e segnare la mia nuova data di nascita , perchè con certezza sono fuori dal tumore.
Girai il bancone del bar , l' abbracciai e la baciai e lei mi disse grazie per quei cappuccini pieni di chiacchere.
Ecco ho scritto questo perchè  voglio far sapere a quella persona a me cara ..che almeno per un giorno vorrei tornare ad avere il bar e vederti entrare con lo stesso sorriso e quell'aria urlante di quella signora...forza non mollare è dura ma un tipo tosto come te ce la deve fare !

domenica 26 maggio 2013

Accanto a noi stanno le cose migliori




Francesco è un signore sulla sessantina , professore di storia dell'arte , un omone alto un metro e ottanta , disteso imponente sul letto di fronte al mio, ormai erano giorni che stava così  con flebo e tubi che gli uscivano da varie parti del corpo...all'inizio a parlare con lui mi sentivo un po' a disagio...io che ho un linguaggio abbastanza popolare cercavo di usare parole precise per fare un discorso a lui soddisfacente ...come un alunno cerca di fare davanti al suo professore. Poi  mi sono accorto nei giorni a seguire  che ognuno nella propria malattia, sveste quei panni da civile che sempre  indossa e che certe volte ti fanno sembrare un po' più elegante e socialmente differente dagli altri.. Qui in questa camera siamo tutti uguali ...non esistono ceti sociali ..la malattia ci rende persone uguali , tutti sofferenti  cercando di aiutarsi l'uno con l'altro. Nascono profonde amicizie , si scambiano pensieri e confidenze che mai t'immagineresti di fare con una persona conosciuta da appena tre giorni .Così come è stato con Francesco anche  con Romano....un signore un po' più anziano ...minuto silenzioso , sempre a sedere sul letto con gli occhi chiusi e la mano sulla fronte , su quella fronte piena di rughe che dimostrava il dolore che lui stava provando ..ma in silenzio. Mi ha insegnato che meno ti lamenti e meglio ti curano...come dire i noiosi stanno sulle palle e mi rassicurava sui dolori che avevo io...mi diceva  "tranquillo fra qualche giorno ti passano" ...come un nonno con una carezza rassicura il suo nipotino.
Sono entrato in quella camera con tanta paura addosso consapevole di quello che mi avrebbero fatto , ho passato nottate sveglio con le lacrime che ogni tanto bagnavano il mio volto , mettevo le cuffie e ascoltavo la mia musica preferita ...si quella musica che certe volte è lo zucchero della vita . Le giornate iniziano presto ed hanno sempre la stessa cadenza : ore sei sveglia, temperatura e pressione, ore sette colazione e pulizia delle camere ...con le solite infermiere burlone che cercano di farti iniziare la giornata in modo allegro , ore otto visita dei professori  con tanto di staff al seguito e dalle nove a mezzogiorno in compagnia delle tue flebo che ti passano da una vena ad un altra , a mezzogiorno il " lauto " pranzo e poi la visita di parenti e amici. Quella degli amici più simpatica di quella dei parenti che come al solito ti fanno per la milionesima volta sempre la stessa domanda ..."come stai?" ...e come cazzo vuoi che stia ....me lo hai chiesto ieri ...non e' cambiato un gran che.  Il pomeriggio..si ripete un po come la mattina fino a sera...quando la musica ti riaccompagna nella nottata. La notte con quelle luci celesti soffuse che illuminano camere e corridoi  percorsi da lamenti , colpi di tosse e scuregge e poi le chiacchere di chi non dorme e si confida con il compagno del letto accanto. Io spesso ...anzi sempre, pensavo alla mia famiglia , a mia moglie, a mia figlia , a come sarebbe finita la mia operazione. Gia' l'operazione ...il giorno più brutto della mia vita ...l'attesa poi micidiale.. poi in meno di mezz'ora ti ritrovi nudo, cateterizzato e intubato disteso su di un tavolo mezzo imbracato ...forse la mezz'ora più lunga e brutta della mia  vita ...poi il nulla.
Dal nulla ti svegli in quello stato soporifero che forse mi ricorda il tempo di quando mi feci la prima canna...sento una vocina che mi dice ..."è tutto fnito ,è tutto andato bene"...apro leggermente gli occhi e intravedo mia moglie , mi tranquillizzo perchè lei è una donna che mi ha sempre detto la verità e mi ha sempre sostenuto nel bene e nel male ...riabbasso felicemente le mie palpebre e continuo a dormicchiare. Questa e' stata per me un brutta esperienza ma dalla quale posso trarre anche dei buoni consigli.....tipo che nella vita capitano anche dei brutti quarti d'ora ma di solito sono pochi e siccome la si vive una volta sola e bene che gli altri momenti ce li rendiamo felici , che non esiste deserto peggiore che una vita senza amici,che la famiglia e' il regalo più bello della vita e le gioie i suoi figli....io questo regalo ho avuto la fortuna di scartarlo 16 anni fa e ho buttato via la carta...mica lo voglio riciclare ehh !

sabato 11 maggio 2013

A LINDA


Te sei il mio vento che porta via le nuvole
 Te sei il mio sole dopo il temporale
 Te sei il mio primo fiore di primavera
 Te sei il mio primo raggio di luce del giorno
 Te sei la mia musica preferita
 Te sei la pietanza a me più gradita
 Te sei l'abito che indosso
 Te sei il verde , il giallo ,il celeste e il rosso
 Te sei la voce che io sempre sento dentro
 Te sei l'allegria che dona gioia a me stesso
 Te sei l'unica donna di cui sono innamorato perso

sabato 4 maggio 2013

LEI



La sento ehh..è dietro di me , mi sta con il fiato sul collo, mi sta corteggiando, sussurrando nelle orecchie ,tenta di entrare nei miei pensieri, cerca di colpire il mio stato fisico per affondare quello morale ma io la conosco , è come una bella puttana che se ti innamori poi ti fa star male. La combatto più forte di prima non ci voglio ricascare , lei però mi martella tutti i giorni , tutte le ore , ogni minuto , ogni secondo.
Lei cerca anche di colpire gli affetti  a me  più cari per tentare di sconfiggere tutte le mie forze e opposizioni..Lei cerca di farmi vedere
il buio ma io appena posso mi distendo al sole , si il mio amico sole, che con la sua positività rende più lucidi
i miei pensieri . Lei  prova a rendermi sordo ma io metto su la mia musica  preferita e ci ballo anche , fino a stancarmi e addormentarmi , si  stanco ma contento...contento di aver avuto la voglia di ascoltarla .Lei tenta di isolarmi ,di farmi sentire solo ma io cerco i miei  amici , gli affetti , esco con loro, ci scherzo, ci rido, ci parlo  , cara mia lei , mi sento contento e felice di gente che mi vuole bene sai! Lei però non demorde , vuole fiaccarmi , farmi perdere l'entusiasmo di fare e volere cose e allora io prendo le mie scarpe , parlo con le mie gambe e loro mi portano nei posti che a me piace e  che mi rasserenano , là.... nella mia campagna dove i colori e i suoi suoni inebriano la mia mente e anche il fisico, di  gioia e pace nello stesso tempo.
Cara mia lei...ormai ci conosciamo abbastanza bene, da diversi anni...anzi prima non ti conoscevo ma ho sempre saputo che mi pedinavi da molto tempo..in silenzio, nascondendoti dietro ogni angolo ...come una vera spia . Un giorno mi hai fatto un agguato e io ci sono cascato , ma ora sò quale è il tuo modo vergognoso di agire nei miei confronti...pensi che io non ti veda ...è vero si non ti vedo, sei più brava di un fantasma ma la tua presenza si sente facilmente ora...si sente l'odore acre che emani quando mi stai intorno...quell'odore che mi mette in guardia..che mi fa voltare sempre lo sguardo indietro ..sperando che la mia aria minacciosa ti possa far scappare. Lo so che continuerai per sempre a farmi cedere....una volta mi hai sconfitto..ho accusato il colpo e ancora mi tengo le cicatrici delle ferite..e son contento perchè mi ricordano il male che ho sopportato
Cara mia lei ora non permetterò più che tu possa infierire di nuovo su di me ..lo so non vivrò  mai tranquillo starò sempre sul chi va là, ma nessuna soddisfazione il mio corpo e soprattutto la mia mente ti darà.

mercoledì 17 aprile 2013

L'AUTOSTRADA





La vita è come un autostrada , le macchine sono i problemi , se li fai correre verso la giusta destinazione ti scivolano addosso ma se sfortunatamente imbocchi il casello al contrario  te li ritrovi contro. L'importante è accorgersene subito , fermarsi e chiedere aiuto,pagherai caro l'errore che hai commesso questo si , ma hai fatto in tempo a non creare ulteriori danni  .Allora quando la sicurezza sarà tornata rimettiti  alla guida e troverai la giusta entrata  e.... felice viaggio !

venerdì 21 dicembre 2012

Scrivere libera la mente



Ci risiamo....nel solito ospedale con tanto di flebo attaccata., nel momento che  non avrei mai immaginato , momento in cui mi sembrava di essere al 100% ,momento in cui mi sembrava di riavere abbracciato tutte quelle belle cose della vita , alla quale  tempo fa' gli avevo dato la mano , come un saluto che  vecchi amici si fanno sapendo di non rivedersi più. Passo fra stanze di ecografia e tac , come se fossi con il mio vecchio motorino a fare gimkane fra' le straduzze di campagna ai tempi della mia gioventù. Già ..è da un bel po' che quel tempo è passato ed ora che sono qui , sotto il riflesso di una lampada bianca aspettando le risposte degli analisi, rivivo velocemente quel felice periodo sperando che mi faccia  lo stesso effetto che faceva la mia  mamma quando prendevo un brutto voto a scuola..."farai meglio la prossima volta non ti preoccupare"...di conforto via, come una carezza. Che dire, oggi i dottori non hanno peli sulla lingua e quello che hai te lo spiegano nei minimi dettagli..e  ci rimani molto male e io così son rimasto. Niente di gravissimo ma quando ho sentito parlare di tagliare , di asportazione ,  di deviazione, mi è  caduto il mondo addosso. Mentre il professore parlava io ero già con la  mente alla mia famiglia , a mia moglie a mia figlia .Lui continuava a parlare ma era come se io avessi premuto il tasto MUTE....aiuto, aspetta, fermati un attimo, fammi ragionare ...dammi tempo..sto' pensando alle conseguenze..sto' cercando di organizzare il mio futuro non puoi distruggermelo così in 2 secondi dottore! Stavo meditando che tipo conseguenze poteva recare la mia situazione  , già mi vedevo invalido...senza poter continuare a dare quel  supporto morale e materiale che un padre ,un marito cerca sempre di dare , alla figlia e alla moglie . Vedevo perdere il sorriso di quella bella creatura che è nata quattordici anni fa e che da allora mi ha riempito la vita . Si proprio lei che è sempre felice e contenta ma che si guasta con un non nulla e quel non nulla non volevo essere io .E' bellissima , è allegra, intelligente e piena di vita, ma anche sensibile, molto sensibile ...e mentre il dottore continuava a emettere parole per me mute io continuavo a pensare a lei e mi immaginavo il suo futuro che, iniziava troppo presto per stare dietro ad un babbo che bene bene non si sentiva . Lei deve continuare ad avere una vita tranquilla,  pensavo,deve continuare ad avere i suoi svaghi, le sue amicizie, le sue storie...non posso cominciare ad essere un peso così presto ." Allora signor Stefano la portiamo in reparto per qualche giorno ...lei ha capito cosa ha e cosa può accadere vero??..la terremo sotto controllo e poi ci aggiorniamo strada facendo..arrivederci."
Quell'arrivederci è stato per me come  la testa  di un condannato posata sul ceppo mentre intravede la lama della mannaia....non ci avevo capito nulla o forse avevo capito e non  volevo rendermene conto .Mi ero reso conto invece di aver scoperto per la prima volta una sensazione ....la paura e in quel momento le mie lacrime la stavano bagnando. "Ecco questa e' la sua stanza , numero 12 letto 1".
La stanza si,  la mia stanza, il mio letto ...ma non quello di casa mia , di camera mia , quel letto dove la sera trovo sempre la compagnia di mia moglie...una compagnia silenziosa, lei che sonnecchia , io attaccato a questo computer che lei molto odia...ma pur sempre una bella compagnia . La compagnia della mia  donna che per ben quindici anni ci lega insieme nei momenti belli e brutti , nei suoi pregi e nei suoi difetti , nei nostri caratteri così differenti ma anche uguali...uguali nel volere e mandare avanti una famiglia . In quella stanza ci sono stato tre giorni ..tre giorni pieni di di silenzi , pensieri e ansie...spezzate ogni tanto dall'infermiere che mi cambiava la flebo o dal mio computer che mi teneva collegato con gli amici , ai quali devo dire che sono stati come la tachipirina per il mal di testa. "Senta signor Stefano ,allora abbiamo deciso che la terapia la può continuare a casa e se segue tutto quello che gli diciamo...di sicuro non andrà' incontro a  quello che temevamo e quindi in serata tornerà a casa sua...mi raccomando signor Stefano "
Avete presente quando Lino Banfi vince la schedina del totocalcio in un famoso film degli anni '80...be' quello ero io....tenevo quel foglio delle dimissioni come fosse stata quella schedina...e la ricevitoria era la mia casa e li l'ho portata. Ora ci sono e mi sento meglio...anche se passo dal letto alla sedia , dal computer alla televisione, al libro ..ma pur sempre a casa mia con il sorriso di mia figlia e la tranquillità di mia moglie , quella tranquillità che è capace di trasmettere anche a me  e di ridare sereno a quelle nuvole che avevano coperto il mio cielo. Stando a casa mi sono reso conto che lei e' instancabile e piena di attenzioni...dico così , perché di solito io esco la mattina presto e torno la sera, senza rendermi conto delle cose che riesce a fare oltre il suo lavoro...di come riesce a gestire tutto quanto, dalle spese , alla scuola , al mangiare , a mia  figlia e anche a me.Lei è piccola e  minuta ma forte di carattere e decisa come una leonessa nella sua giungla. Mi direte perché scrivo queste cose ...può' darsi che a nessuno importi...ma a me tantissimo...è come confidarsi con un amico , come fare una chiaccherata e io sono un tipo che piace parlare ..ma ora che sono qui da solo ho preferito scrivere ...anche perché scrivere libera la mente e la mia era troppo piena ultimamente ...e ora mi sento meglio.Grazie Cristina e grazie Linda

lunedì 6 agosto 2012

Pensieri



"Stefano svegliati , sono già le due ". Queste sono le parole che pronunciava mio padre tutte le notti delle mie vacanze estive , finito la scuola, eccetto quel periodo di 15 giorni che erano le sue ferie . Mi fiondavo giù dal letto ,indossavo pantaloncini e maglietta e cominciavo a pedalare sulla mia graziella , stando a ruota alla sua Legnano 28 color nero . Attraversavamo silenziosi tutta la città , io ero affascinato dalla notte .Tutti i ragazzi sognano di stare fuori di notte , ha un che di ammaliante , misterioso. In poco più di mezz'ora mi trovavo immerso nei profumi di vaniglia, cannella, canditi, cioccolata e iniziavo a foderare gli stampi dei budini di riso. Avevo imparato a fare i cornetti ,a friggere i bomboloni e riempire le bignè , ero entusiasta. Le cinque era l'ora del mio cappuccino e del cornetto da me fatto..una soddisfazione immensa ....mi dispiaceva quasi affogarlo nel latte e caffè . Alle una del pomeriggio riprendevamo le nostre bici e tornato a casa , mezzo infarinato e con lo zucchero a velo posato fin dentro le orecchia, come quando si sparge la neve sull'albero di Natale , mi buttavo sul letto e nemmeno tanto affamato, visto che durante il giorno sandwich di tonno , uova sode e maionese avevano colmato il mio stomaco e mi addormentavo. Alle cinque del pomeriggio entravo nel circolo dove i miei amici avevano passato gran parte della giornata. . Entravo come un Gringo entra nel saloon , tiravo fuori le mie 200 lire e ordinavo la mia Tassoni ghiacciata. Si la mia Tassoni , una delle prime soddisfazioni della mia vita, perchè la compravo con i miei soldi. Ogni settimana riscuotevo 10.000 lire e mi ricordo bene che con quel primo stipendio mi comprai la mia Bianchi 28 colore argento con doppio cambio sulla canna traversa. Ora finalmente pedalavo con meno fatica per stare dietro a mio padre. Lui mi ha sempre detto, " figliolo se nella vita vuoi andare avanti devi usare tutte e due le mani contemporaneamente e il cervello con loro". Aveva ragione e gli devo dare atto. Ma lui in me non ha mai avuto tanta fiducia. Finito la scuola , mi trovai il lavoro, a quei tempi tutti lo trovavano, non esistevano le agenzie interinali ,si faceva gli apprendisti e di li qualcuno poi lo faceva diventare il mestiere della sua vita !
Mio padre era un tipo padre -padrone , difatti il mio primo stipendio di ben 310.000 lire, settembre 1979, fu ben dimezzato ed entrò senza se e senza ma diretto nelle sue saccocce, e così per gli anni a venire. Io crescevo e i nostri rapporti erano sempre più contrastanti , forse perchè ero l'unico di casa  a tenergli testa , quella sua maledetta testaccia , iniziando a ragionare con la mia .Un giorno ci siamo accorti che aveva un amante e mia madre lo sapeva da tempo, ma come tutte le mogli di quei tempi , teneva ciò nascosto per il bene della famiglia e soprattutto dei figli...come se niente fosse . E mio padre comprava per la sua amante il televisore nuovo , lo stereo compatto, il video registratore, il divano nuovo , addirittura gli fece il bagno nuovo..con la cabina doccia , cosa che a quei tempi non ce l'aveva quasi nessuno . Mi chiederete ... "accidenti che regali faceva tuo padre! " Be' vi devo dire che l'amante non era una donna ,  per questo  mia madre sopportava, ma era la casa, la sua casa, un ossessione , e noi eravamo i parenti che parlavano male dell'amante, non la trattavano bene, in questo caso i parenti che sciupavano la casa e i suoi arredi. Era come un museo e noi le statuine , fermi e se ti muovevi creavi disordine. Un giorno nel lontano 1988, serata calda di maggio decise che questo museo non doveva essere più pubblico , ma molto privato...solo a lui privato ! Non si e' più potuti  entrare, parlo al plurale perchè sia io , mia sorella e mia madre ci ritrovammo fuori casa. . I musei di solito sono pieni di ricordi del passato, be' anche in quello. Lì ho lasciato gran parte delle mie memorie  di infanzia e di gioventù , soprattutto nella mia camera e nessuno me le ha più rese !Ho parlato al passato ma quello che ho scritto non e' solo un  un ricordo  anzi ,una ferita sempre presente, come presente ancora è mio padre ma che ormai son piu' di venti anni che non lo vedo , non so cosa fa  e come sta !.....Comunque Ciao Babbo!

domenica 29 luglio 2012

A mia moglie.



Ebbene si , l'ho trascurata, da quasi due anni ,il momento in cui è nato il mio malessere. Un malessere forse scoppiato proprio nel momento in cui ero totalmente rilassato . Mi ha preso alla sprovvista ..a me che di solito nella mia esistenza sono abituato a combattere i problemi ogni giorno..e  problemi non di poca cosa.....questo mi ha fregato !  Si quel malessere che mi ha fatto dimenticare quanto e' bella la vita . Quel malessere che ha cancellato la mia voglia di ridere , di correre , di scherzare, di urlare , di scrivere , di mangiare , di dormire, di parlare..più che altro di parlare..proprio io  che racconterei tutto a tutto il mondo. Non parlavo , stavo zitto e inquieto , su una seggiola , a letto spesso al buio .Non avevo più la mia felicità e nemmeno la regalavo, come spesso facevo a chi mi stava accanto. Avevo spento tutto....black-out totale ! Anche quel piccolo lume di candela che  la sera riscaldava le nostre chiaccherate , le carezze , le coccole e  abbracciava i nostri pensieri si era spento .Strano a dirsi ..ma solo la sveglia era rimasta accesa...si la sveglia che appena suonava mi aiutava ad abbandonare quel letto impregnato del sudore delle mie ansietà. Mi tuffavo a capofitto nel lavoro  che occupava la mia mente dando a loro una spinta  , anche se devo dire che una parte del mio malessere era dovuto a quello . La paura ad una certa età di non essere più in grado di superare certe problematiche..ma era solo un fatto di testa...si la testa che comandava negativamente il mio corpo ,facendomi credere che  la mia voglia di fare e fare bene si stava esaurendo! Era un panico totale. Chiedo scusa a chi ho dimenticato in questo periodo e forse le scuse non bastano.Ora voglio tornare a ridare dignità alla mia persona. Voglio ridare la felicità e la serenità alla persona che mi sta' accanto, cose  ogni uomo deve alla moglie propria .Moglie ..una parola che non usavo quasi più..quella parola che quando lei la   sentiva le trasmetteva importanza e sicurezza. L'ho abbandonata a fare solo la mamma e me ne vergogno..l'ho privata di tante cose, materiali e morali e non se lo merita ! Ora  ci sono  moglie mia .

Tuo marito.

sabato 21 luglio 2012

Pensieri




Oggi strane idee occupavano la mia mente ,avvolgevano la mia pelle ,si radicavano nei suoi pori...e non mi facevano stare bene. Mi capita spesso ma ormai le conosco ed è per questo che un paio di scarpe da ginnastica , pantaloncini e canottiera indosso , esco e la mia corsa abbraccio ! E cosi ho fatto...correvo e sudavo e quel sudore scioglieva quel malessere, me lo faceva uscire dalla pelle , addosso me lo faceva scivolare e il caldo evaporare..già mi sentivo meglio...e ho continuato  verso quella valle dove i ricordi hanno scancellato i pensieri .I ricordi del mio matrimonio , della nascita di mia figlia, del suo primo pianto ,di quando ha iniziato a camminare , della neve dell'inverno, del sole dell'estate e dell'ombra dei suoi alberi...si gli alberi dove mi sono fermato per riposarmi...i cipressi di quella valle ..e si sa' che i cipressi sono sempre accanto dove tanta gente riposa. Mi sono seduto su dei gradini e ho osservato due donne che prendevano cura dei loro cari, gli tagliavano l'erba , gli annaffiavano i fiori , gli lucidavano il marno e  spoleravano le loro  foto e gli parlavano . E io ho pensato : devono aver lasciato de bei ricordi quelli li . Poi mi son detto ....un giorno di sicuro ci saro' anche io e sinceramente anche se non li vedrò e non li sentirò.....piacerà  anche a me che qualcuno ogni tanto mi verrà a trovare , a parlare, a raccontare, perchè io son di compagnia e solo non mi piace tanto stare !