martedì 11 ottobre 2011

ToPoLiNiA LiBeRa


Per una visita speciale ci voleva una dichiarazione a effetto. Così, nella mattina in cui il leader della Lega Nord Umberto Bossi si è presentato alla sede provinciale di Varese, il tanto discusso neo segretario Maurilio Canton, nominato al Congresso provinciale di domenica 9 ottobre tra varie contestazioni, l'ha sparata grossa, in tutti i sensi: «Il Senatùr dice che ci sono milioni di persone con le armi pronte a lottare per la Padania? Io sono uno di quelli».
OBIETTIVO INDIPENDENZA DELLA PADANIA. Così tra un caffè, un sigaro e quattro chiacchiere - proprio dove la notte tra domenica e lunedì era stato affisso uno striscione che contestava l'elezione -, Canton, ospite a 24 mattino su Radio 24, ha detto: «Per Bossi sono disposto a fare qualunque cosa. Sono un militante e tutti i militanti giurano quando sottoscrivono un documento, l'articolo 1 dello Statuto della lega. Ci mancherebbe altro non fosse così. L'articolo 1 è quello per l'indipendenza della Padania. Si ottiene anche combattendo? Siamo militanti, funziona così, io non mi tiro indietro».

La Russa e l 'inglese......sembra un po' insalata Russa!

La Russa spiega il blitz in inglese e fa ridere il mondo

domenica 2 ottobre 2011

Quando lo dico io .....non vale

Quello che ha detto Della Valle sui politici ..lo dico io tutti i giorni ,purtroppo non comprando pagine di giornali ,non me lo posso permettere ! Pero' quando lo dico  non s'ncazza mai nessuno....ho capito son del popolino IO ...non conto un cazzo !

Lo spettacolo indecente e irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartententi a tutti gli schieramenti politici.
Il vostro agire attento solo a piccoli o grandi interessi personali e di partito, trascurando gli interessi del Paese, ci sta portando al disastro e sta danneggiando irrimediabilmente la reputazione dell’Italia nel mondo.
Rendetevi conto che tanti Italiani non hanno più nessuna stima e nessuna fiducia in molti di voi e non hanno più nessuna intenzione di farsi rappresentare da una classe politica che, salvo alcune eccezioni, si è totalmente allontanata dalla realtà delle cose e dai bisogni reali dei cittadini. La grave crisi che ha colpito le economie mondiali, Italia compresa, impone serietà, competenza, buona reputazione, senso dello Stato ed amore per il proprio Paese, per uscire da questo momento molto preoccupante.
Invece, purtroppo, bisogna prendere atto che solo una piccola parte dell’attuale classe politica possiede queste caratteristiche, mentre il resto è composto da persone incompetenti e non preparate che non hanno nessuna percezione dei problemi del Paese, della gravità del momento e tantomeno una visione mondiale degli scenari futuri che ci aspettano.
Anche una parte del mondo economico del Paese (intendo quella che non vive di mercato e di concorrenza) ha le sue gravi responsabilità della condizione in cui ci troviamo ora: per troppo tempo ha infatti avuto rapporti con tutta la politica (in base alle opportunità e alle loro convenienze del momento) sostenendola in tanti modi, senza mai richiamarli al sesnso del dovere e nell’interesse dell’Italia.
Ora la gravità della situazione impone che le componenti della società civile più serie e responsabili, che hanno veramente a cuore le sorti del Paese (politici-mondo delle imprese-mondo del lavoro), si parlino tra di loro e si adoperino e lavorino per affrontare con la competenza e la serietà necessaria questo difficile momento.
Bisogna dare prospettive positive per il futuro dei giovani, creare e proteggere posti di lavoro e garantire a tutti una vita dignitosa, soprattutto a chi ha più bisogno.
Alla parte migliore della politica e della società civile, che si impegnerà a lavorare seriamente in questa direzione, credo che saremo in molti a dire grazie.
A quei politici, di qualunque colore essi siano, che si sono invece contraddistinti per la totale mancanza di competenza, di dignità e di amor proprio per le sorti del Paese, saremo sicuramente in molti a volergli dire di vergognarsi.
Diego Della Valle

sabato 1 ottobre 2011

Ma Draghi si droga !!!!!! Draghi: “Intervenire sulle pensioni”. Ma a 59 anni prendeva 14mila euro

ROMA – Nel 2007 si era fatto paladino di una riforma delle pensioni, invitando l’allora governo guidato ad Romano Prodi ad agire con decisione per completare il risanamento dei conti pubblici e per varare la riforma delle pensioni, partendo dall’innalzamento “graduale dell’età media effettiva di pensionamento. Se non si intervenisse, la spesa diventerebbe insostenibile: bisogna chiedersi quante tasse dovranno pagare i giovani di oggi nei prossimi 10-15 anni per sostenere il sistema pensionistico”.Eppure, come scrive Salvatore Cannavò nel suo volume “Altre sanguisughe”, ripreso da Dagospia, Mario Draghi, nel giugno del 2006, aveva preso dall’Inpdap un’assegno mensile della sua pensione da dirigente della pubblica amministrazione da 14.843,56 mensili lordi, per un importo netto e pulito di 8.614,68. E questa pensione gli arrivava a 59 anni d’età.
Scrive Cannavò: “Se con una mano il neopresidente della Banca centrale europea firmava documenti e relazioni tecniche tutte all’insegna dell’emergenza pensioni, con l’altra si faceva recapitare una somma mensile che la nostra Maria non riesce a vedere nemmeno nell’arco di un anno. Anche qui, si tratta di un diritto acquisito, che non si può eliminare. Draghi quell’assegno se l’è guadagnato. Giusto”.

domenica 25 settembre 2011

«Spero la intercettino ridendo con qualche puttana»



Giuliano Ferrara (Roma, 7 gennaio 1952) è un giornalista, conduttore televisivo e politico italiano. Dopo la militanza nel PCI e nel PSI, negli anni novanta è diventato un sostenitore di Silvio Berlusconi e del centro-destra e infine uno degli intellettuali di riferimento del movimento teocon italiano.
È stato europarlamentare del PSI (1989-1994) e poi Ministro per i rapporti con il Parlamento del primo Governo Berlusconi (1994-1995). È direttore del quotidiano Il Foglio dal 1996

mercoledì 21 settembre 2011

Articolo 54 della Costituzione Italiana.




Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

lunedì 19 settembre 2011

Ammettiamo che.......



AMMETTIAMO PER ASSURDO CHE LA PADANIA RIESCA A RAGGIUNGERE L'INDIPENDENZA OSSIA, CHE DIVENTI IN TUTTO E PER TUTTO UNO STATO AUTONOMO CON UNA SUA CAPITALE.
POICHE' SI TRATTEREBBE DI UN NUOVO STATO SI AVREBBE:
- AUTOMATICAMENTE LA SUA ESCLUSI...ONE DALLA COMUNITA' EUROPEA.
-LO STATO ITALIANO NON SAREBBE PIU' GARANTE DELLA SICUREZZA NE DEI SERVIZI PRESENTI NEL TERRITORIO PADANO QUALI:
-----POLIZIA
-----CARABINIERI
-----SANITA'
-----ISTRUZIONE
-----ENERGIA ELETTRICA
-----FERROVIE
LOGICAMENTE PER USUFRUIRE DI QUESTI SERVIZI DATI DALLO STATO ITALIANO LA PADANIA DOVRA' PAGARE PROFUMATAMENTE.
MA CON COSA??
ESSENDO FUORI DALLA COMUNITA' EUROPEA LA PADANIA, COME STATO AUTONOMO, NECESSITEREBBE DI UNA PROPRIA MONETA.. QUINDI QUALE TASSO DI SCAMBIO ADOTTEREBBE?
L'ECONOMIA INTERNA DEL NUOVO STATO LOGICAMENTE NON POTRA' USUFRUIRE DEGLI UTILI GUADAGNATI NEL TERRITORIO DALLO STATO ITALIANO PERTANTO IL TASSO DI SCAMBIO EURO -MONETA PADANA SARA' MOLTO ELEVATO CON RIPERCUSSIONI SIA SULLA ECONOMIA DELLA PADANIA STESSA CHE DEGLI ABITANTI.
OLTRE A QUESTO SAREBBE PLAUSIBILE REINSERIRE DEI DAZI DOGANALI. FACCIO UN ESEMPIO.
LA PADANIA NECESSITERA' DI ENERGIA ELETTRICA. PAGHERA' UN QUANTITATIVO ANNUO ALLO STATO ITALIANO E ALL'EUROPA PER USUFRUIRE DELLE STRUTTURE E DELLE LINEE ELETTRICHE.
LA PADANIA NECESSITERA' DI GAS.. PERTANTO DOVRA' PAGARE UN QUANTITATIVO ANNUO PER USUFRUIRE DEI GASDOTTI.
UNA VOLTA OTTENUTA L'INDIPENDENZA LA PADANIA DOVRA' RIPARTIRE DA ZERO E TUTTI I SERVIZI CHE ADESSO SONO GARANTITI SUL TERRITORIO VERRANNO LOGICAMENTE A MANCARE.
QUINDI.
-NIENTE GAS
-NIENTE ENERGIA ELETTRICA
-NIENTE SANITA'
-NIENTE ISTRUZIONE
-NESSUNA ENTRATA IN QUANTO LE TASSE DELLO STATO ITALIANO NON ANDRANNO DI CERTO A INGRASSARE LO STATO PADANO.
-NECESSITA' DI INSERIRE NUOVE IMPOSTE SUL TERRITORIO BEN PIU "SALATE" DI QUELLE ATTUALMENTE VIGENTI.
-NESSUNA DIFESA MILITARE
IN POCHE PAROLE LA PADANIA SI RITROVEREBBE DA SOLA IN MEZZO ALL'EUROPA NON AVENDO NE LE ABILITA' ECONOMICHE DELLA SVIZZERA NE I SERVIZI FIN ORA GARANTITI. SIAMO SICURI MIEI CARI LEGHISTI CHE IL VOSTRO AMATO BOSSI SIA SULLA BUONA STRADA????
ALTRA COSA. AMMESSO PER ASSURDO CHE LA PADANIA RIESCA A BUTTAR FUORI TUTTI GLI EXTRACOMUNITARI E TUTTI I "TERRONI" COME DITE VOI... CHI ANDRA' A FARE I LAVORI NEI CAMPI? O IN CANTIERE?? DA NOTARE CHE LA MAGGIOR PARTE DI IMPRENDITORI EDILI E PICCOLI IMPRENDITORI SONO PROVENIENTI DAL SUD.
CHI ANRDA A GESTIRE L'ECONOMIA NAZIONALE? BOSSI??? SUO FIGLIO DIPLOMATO A CEPU DOPO ESSER STATO RIMANDATO 4 VOLTE AGLI ESAMI DI STATO?
SIAMO SERI CARI MEI LEGHISTI.. TORNATE COI PIEDI PER TERRA E LASCIATE PERDERE LE FAVOLE CHE VI RACCONTA IL BOSSI..
ALTRIMENTI TANTO VALE SCRIVERE UNA LETTERA A BABBO NATALE E CHIEDERE LA PACE NEL MONDO.