lunedì 11 aprile 2011

La sai l'utima ???


"le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse, le avevo dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un'amica, che lei avrebbe potuto realizzare se portava un laser per la depilazione, per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l'incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta e portarla anzi nella direzione contraria"

                                             AH  AH AH ......AH  AH  AH........



C'erano  ad ascoltare questa barzelletta piu' di duecento sostenitori , tutti in possesso della regolare
tessera del tifoso ...AH AH AH !!!!

giovedì 7 aprile 2011

14000 єυяσ ρєя gισ¢αяє α мσитє¢ιтσяισ


Ecco come vengono “bruciati” i nostri soldi!

L’alta volta toccò a Simeone Di Cagno Abbrescia (Pdl) pizzicato (in aula) mentre girava per siti porno con il suo Ipad … oggi è stato il turno di Roberto Menia (Fli), beccato (in aula) mentre si faceva la sua bella partitella al famoso videogioco “Mario Bross” con il suo Ipad … 14000 euro al mese per vedere questa gente fare i loro porci comodi! E a noi chiedono di “esser felici” per l’ aumento delle accise

da StopCensura

mercoledì 6 aprile 2011

Il nucleare a due passi da casa !






A 100 chilometri da Trieste esiste una fatiscente centrale nucleare costruita in una zona sismica. Ma non se ne parla

Reportage, filmati e servizi. Massima copertura mediatica per il dramma di Fukushima. “La nube è arrivata sui nostri cieli”, informavano i tg qualche giorno fa. Eppure, gli stessi organi di informazione, tanto preoccupati per le radiazioni giapponesi, si disinteressano delle minacce più prossime: la centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a soli 100 chilometri dalla frontiera italiana, è stata realizzata in una zona sismica e non sarebbe in grado, secondo alcuni esperti, di sopportare un terremoto superiore a 6 gradi Richter.

La centrale slovena negli ultimi anni ha dimostrato di non essere particolarmente affidabile. Il 4 giugno 2008 è stata fermata per cinque giorni a causa di una fuoriuscita di liquido dal sistema di raffreddamento. Un allarme rientrato nel giro di qualche ora ma che lasciò con il fiato sospeso tutta l'Europa, in particolar modo gli sloveni, i croati e i cittadini italiani residenti in Friuli Venezia Giulia. Da quel momento il governo, per bocca del ministro Frattini, si è detto disponibile a partecipare al raddoppio della centrale che dovrà avvenire nel 2023, quando l'attuale struttura diverrà obsoleta. Dietro ci sono gli interessi economici di Enel, ma anche la necessità di avere il controllo della situazione su una centrale che fa veramente paura, costruita trent'anni fa.

Preoccupati per quello che sta attualmente avvenendo in Giappone, tra i friulani è tornata la paura quando il 23 marzo scorso la centrale ha subito uno stop per problemi ad un traliccio. “L'evento inconsueto è durato circa un'ora, poi il sistema è stato stabilizzato e la centrale è stata riallacciata al sistema elettrico. Tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato”, ha dichiarato il direttore dell'Agenzia per la sicurezza nucleare della Slovenia, Andrej Stritar. Ma il giorno dopo un nuovo incidente costringe i tecnici a spegnere ancora una volta la centrale. I responsabili dell'impianto hanno riferito che la centrale si è fermata automaticamente dopo che dal sistema energetico è saltato un elettrodotto che trasporta l'energia verso la Croazia.

Nessun rischio perché tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato alla perfezione. Ma cosa succederebbe in caso di un terremoto? E pensare che solo qualche giorno prima, l'europarlamentare friulana del Pd, Deborah Serracchiani, aveva lanciato un allarme sicurezza riferendosi proprio alla centrale slovena: “Il tema degli standard di sicurezza delle centrali nucleari deve tornare a essere considerato molto seriamente perché, soprattutto in Europa, le conseguenze potrebbero essere terribili”.

Gli sloveni tendono a minimizzare. Il presidente dell'amministrazione dell'impianto atomico, Stane Rozman, davanti alle telecamere del Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia, ha dichiarato: “Per noi è fondamentale informare regolarmente sull'attività della centrale e segnalare ogni singolo cambiamento o blocco. La trasparenza ci garantisce l'alto livello di fiducia dell'opinione pubblica”. Ma il sospetto che l'impianto non sia sicuro, soprattutto perché esposto ad eventuali rischi sismici, c'è. Il senatore del Partito democratico Carlo Pegorer ha presentato infatti un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo sull'incidente. “Posto che non è la prima volta che la centrale nucleare di Krsko registra incidenti conseguenti al suo malfunzionamento chiedo se il Governo italiano sia in possesso o meno di più dettagliate informazioni su tali recenti incidenti”, ha dichiarato Pegorer. Secondo il senatore del Pd “la stessa Repubblica di Slovenia si sarebbe dotata di dosi di iodio sufficienti a garantire la cura della propria popolazione”. Pegorer ha inoltre chiesto al governo se sia stato previsto “un piano di distribuzione di pillole di iodio” nelle regioni italiane prossime a centrali nucleari estere, “da utilizzare in caso di insorgenza di nube tossica da tali impianti”.

Il WWF rende noto che il territorio sloveno è particolarmente sismico e proprio nell'area del sito della centrale vi è stato negli ultimi 500 anni un terremoto compreso tra il 5° e il 6° grado Richter. La centrale dovrebbe, sulla carta, resistere ad un sisma di 5,8 gradi, ma i continui incidenti fanno temere una nuova e vicinissima Fukushima.

lunedì 4 aprile 2011

¢σитαмιиαzισиє gℓσвαℓє



Domanda a Ernesto Burgio del comitato scentifico Isde Italia :

Che alimenti comprerebbe oggi, e cosa non comprerebbe?

Cosa non comprerei è difficile dirlo. Il problema per i giapponesi è legato un po' a tutta la catena alimentare visto che come ci ricordiamo per quanto concerne lo iodio 131, negli spinaci e nella verdura a foglia larga fin da pochi giorni dopo si parlava di 15.000 becquerel per chilo e cioè otto - dieci volte i limiti. La situazione non è certo cambiata. Abbiamo detto a suo tempo che il problema sul Giappone, per fortuna dei giapponesi, era stato limitato dal fatto che il vento soffiava verso est, ma questo significa che appunto la contaminazione per quanto concerne il Giappone era stata in qualche modo ridotta da questa situazione metereologica favorevole. Però bisogna anche dire che la pioggia e la neve aveva portato un problema comunque che non riguardava soltanto gli spinaci. Per esempio anche nel latte, nei formaggi freschi si era trovato che lo iodio 131 con un livello non di 15.000 ma di 1.000-1.200 becquerel per chilo, che significa comunque 4 - 5 volte i dati. Questa è la stessa identica situazione, questo va sottolineato, di quello che già era avvenuto negli anni '60-'70 con il follow out radioattivo negli Stati Uniti, che era stato enormemente sottovalutato. Allora avevano scoperto che anche nel latte materno c'era lo iodio 131 e lo avevano sottovalutato. Ricordiamo sempre che il problema dell'esposizione interna è per certi versi molto più grave che quello dell'esposizione esterna. Ma c'è un rischio radioattivo anche per la carne, e qui il problema può riguardare anche noi. Il cesio 137 si concentra anche nei muscoli. Allora, se dobbiamo fare un quadro per quanto concerne il Giappone dei prossimi anni, bisognerà evitare un po' tutti questi cibi, compresi latticini, formaggi, ecc. Per quanto concerne il cesio nella carne e nel pesce, invece, il problema è globale, perché girano il mondo e bisognerà che i controlli vengano fatti in maniera veramente attentissima.

( da cado in piedi )

sabato 2 aprile 2011

Un mondo di plastica !



 
Nello-stomaco-di-una-tartaruga_gonzalez-Carman.JPG
Victoria Gonzalez Carman, l'Autrice dell'immagine che illustra questo post, sarebbe la prima a voler dire che ciò state guardando è solo un'opera di arte astratta e non la triste realtà che invece è. Purtroppo non può, perché quei coriandoli multicolore che tappezzano l'asettico tavolo bianco di un ambulatorio altro non sono che i frammenti di plastica inghiottiti da una giovane tartaruga di mare pescata al largo delle coste dell'Argentina.

Il contenuto dello stomaco del piccolo animale marino è stata pubblicata sul sito seaturtle.org per denunciare un fenomeno che ormai sta diventando sempre più diffuso rappresentando non solo il sintomo dell'inquinamento delle acque in cui queste tartarughe vivono, ma anche la dipendenza dell'uomo dalla plastica.
UN MONDO DI PLASTICA. Ogni anno vengono prodotti circa 260 tonnellate di plastica: un'evoluzione significativa rispetto "misera" mezza tonnellata prodotta nel 1950. Nel mondo ogni giorno si distribuiscono circa un miliardo di sacchetti di plastica monouso e fino a 3 su 1000 arrivano all'oceano. Quando questo materiale si trasforma in rifiuti, non essendo biodegradabile, cambia forma e si riduce in pezzi più piccoli spargendosi in tutto il pianeta. Le correnti marine trascinano i piccoli pezzi fino a che la fauna marina non li ingerisce, scambiandoli per meduse o altri tipi di cibo. Peccato che risulti un po' indigesta.
Inghiottire questi detriti può causare gravi danni all'apparato digerente degli animali, ostruendo l'esofago, lacerando le pareti dell'intestino e conducendoli gradualmente alla morte per fame. Esaminando il contenuto dello stomaco di una giovane tartaruga pescata al largo della Florida sono stati ritrovati 74 oggetti diversi da cibo: tra questi c'erano 4 tipi diversi di gomma per palloncini, diversi tipi di plastica dura , materiale simile alla stoffa per tappeti e due pallottole di catrame. Su 92 tartarughe marine trovate morte sulla spiaggia del Rio Grande do Sul in Brasile, 50 di queste avevano ingerito forti quantità di detriti di plastica. Il problema, tuttavia, non riguarda solo le tartarughe: tutta la fauna marina, dal plancton alle balene, oggi ingerisce più plastica che cibo. E, il guaio è che anche in piccole quantità, questo materiale può essere letale.



Caccia al tunisino in Manduria



Rastrellamenti di tunisini, forse autorizzati e controllati dalle forze dell'ordine, tra Manduria e Oria: una vera caccia all'uomo svolta da ronde di privati cittadini che cercano i migranti e li riportano di forza al centro di accoglienza e identificazione. Ma la domanda più inquietante è sul ruolo delle autorità: scene di dubbia legalità si svolgono sotto gli occhi del questore di Taranto e un uomo del suo entourage sembra autorizzare, gestire e controllare le ronde anti-migrante. Scheda a cura di Danilo Lupo e Matteo Brandi, con le riprese di Antonio Castelluzzo, dalla puntata de L'Indiano di Telerama del 31 marzo 2011, condotta da Mauro Giliberti, dedicata all'emergenza migranti nel Salento.

venerdì 1 aprile 2011

Il ministro della difesa........di Berlusconi !

venerdì 1 aprile 2011Aggredì il “contestatore”, La Russa indagato dal tribunale dei ministri
Lo avevamo lasciato intento a mandare a quel paese il presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma alla fine il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha trovato qualcun altro che lo denunciasse per le sue intemperanze e, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, è indagato dal tribunale dei ministri per il modo violento con il quale, il 10 marzo 2010, espulse da una conferenza stampa nella sede del Pdl, Rocco Carlomagno, attivista, contestatore, giornalista freelance